Scoprire la Riviera
Settembre 8, 2026
A Ospedaletti si trova una dimora che conserva oltre 6.000 opere e oggetti raccolti in una vita di ricerca e passione per l'arte. Casa Laura, oggi bene del FAI – Fondo Ambiente Italiano, non è un museo nel senso tradizionale del termine, ma una vera e propria casa dove ogni ambiente racconta la storia dei suoi proprietari e della loro straordinaria collezione.
Tra mobili antichi, dipinti, reperti archeologici e oggetti provenienti da ogni parte del mondo, la visita permette di entrare negli spazi in cui hanno vissuto Luigi Anton Laura e Renata Salesi. Se stai programmando una gita durante il tuo soggiorno in Liguria, ecco cosa vedere a Casa e Collezione Laura a Ospedaletti, come organizzare la visita e perché merita una sosta.
Casa Laura nasce dalla passione di Luigi Anton Laura (1922) e Renata Salesi (1923), due giovani di Sanremo accomunati dall’amore per l’arte, il disegno e la bellezza. Entrambi diplomati in storia dell’arte e disegno, iniziarono nel secondo dopoguerra come insegnanti, per poi dedicarsi all’arredamento e all’antiquariato: un percorso durato oltre sessant’anni, durante il quale raccolsero opere, mobili e oggetti provenienti da epoche e luoghi molto diversi.
La loro non fu una semplice collezione, ma il risultato di una vita intera di ricerca. Aste, dimore storiche, botteghe di antiquari e viaggi diventarono occasioni per riconoscere, salvare e valorizzare pezzi capaci di raccontare una storia. Nel tempo, la casa si riempì di arredi, dipinti, reperti archeologici, ceramiche, tessuti e oggetti d’arte, fino a custodire oltre 6.000 pezzi.
Nel 2001, non avendo figli e consapevoli del valore di quanto avevano raccolto, Luigi e Renata Laura decisero di donare al FAI – Fondo Ambiente Italiano la loro dimora e l’intera collezione. Il loro desiderio era chiaro: evitare che tutto venisse disperso e permettere alla casa di rimanere intatta, accessibile e viva.
È proprio questo l’aspetto che rende Casa Laura diversa dai musei tradizionali. Durante la visita non si ha la sensazione di entrare in uno spazio espositivo costruito a posteriori, ma in una casa rimasta fedele allo spirito di chi l’ha abitata. Gli oggetti non sono separati dalla vita quotidiana: fanno ancora parte degli ambienti, come se i proprietari fossero appena usciti e potessero rientrare da un momento all’altro.

Casa e Collezione Laura si trova a Ospedaletti, a circa 50 km dall'Agriturismo Le Girandole. Il percorso più rapido prevede l'autostrada A10 con uscita a Sanremo, per poi proseguire in direzione Ospedaletti attraversando Coldirodi.
Grazie alla distanza contenuta, è una meta ideale per una gita di mezza giornata se soggiorni nei nostri appartamenti per vacanze a Diano Marina. Dopo la visita è possibile dedicare qualche ora anche alla scoperta di altre località della Riviera di Ponente, organizzando facilmente un itinerario tra mare, borghi e luoghi di interesse.
Se desideri prolungare l'escursione, puoi abbinare la visita a Casa e Collezione Laura ad altre mete della zona, oppure concederti una passeggiata sul lungomare di Ospedaletti prima di rientrare.
La visita a Casa e Collezione Laura si sviluppa attraverso numerosi ambienti distribuiti su più piani, ognuno arredato seguendo il gusto e la sensibilità dei coniugi Laura. La visita non assomiglia a quella di un museo tradizionale. Qui non ci sono sale organizzate secondo un percorso cronologico o vetrine che separano il visitatore dagli oggetti: si entra nella casa dei coniugi Laura e si attraversano gli ambienti così come erano stati pensati e vissuti dai proprietari.
Il percorso non segue dunque un ordine cronologico o geografico, ma accompagna il visitatore alla scoperta di opere e oggetti provenienti da epoche e Paesi diversi, scelti nel corso di oltre sessant'anni di ricerca nel mondo dell'antiquariato.
La visita inizia nella suggestiva Sala degli Arazzi, uno degli ambienti che meglio rappresentano il gusto raffinato dei coniugi Laura. Le pareti sono impreziosite da grandi arazzi francesi di fine Settecento, realizzati su cartoni attribuiti a Jean-Baptiste II, che trasformano la stanza in un insieme armonioso di colori, scene allegoriche e dettagli ricchi di significato.
Tra le opere più affascinanti spicca l'arazzo dedicato all'allegoria dell'amore. Nella parte superiore due innamorati offrono il proprio cuore a Cupido, mentre nella scena inferiore un lupo con la zampa intrappolata in una tagliola ricorda, con una nota di ironia, come l'amore possa portare anche sofferenza. Sulle pareti laterali trovano invece spazio le allegorie delle quattro stagioni, simbolo del continuo scorrere del tempo.
Al centro della sala si trova uno dei mobili più eleganti dell'intera dimora: un secrétaire parigino della metà del Settecento, attribuito all'ebanista Germain Lambret. Realizzato con preziosi palissandri brasiliani, colpisce per la ricchezza degli intarsi e per la straordinaria qualità della lavorazione.
Lo sguardo viene poi catturato da una raffinata collezione di vetri di Murano firmati Venini, accostata a un elegante lampadario Lalique in vetro stampato decorato con motivi di lepri e foglie di vischio. A completare l'ambiente ci sono un divano italiano della metà del Settecento e due lanterne veneziane del XVIII secolo, utilizzate un tempo sulle imbarcazioni che partecipavano alle celebri processioni e feste sul Canal Grande.

Il percorso prosegue in una sala dove arte europea e orientale convivono in perfetto equilibrio. Alle pareti si trovano due grandi arazzi inglesi della manifattura Mortlake, risalenti alla fine del Seicento, che raffigurano la Pesca Miracolosa suddivisa in due pannelli, creando un effetto scenografico che invita il visitatore a ricomporre mentalmente l'intera scena.
Tra gli oggetti più curiosi spicca un mobile francese a trasformazione della metà del Settecento. Da chiuso appare come un elegante baule da viaggio, ma basta aprirlo per vederlo trasformarsi, a seconda delle necessità, in tavolo da pranzo, tavolo da gioco o leggio: un perfetto esempio dell'ingegno degli ebanisti dell'epoca.
Il vero protagonista della sala è però il celebre mobile di Innsbruck, realizzato nel 1590 e completamente intarsiato su ogni lato. Considerato uno dei capolavori della collezione, colpisce per la ricchezza decorativa e per l'incredibile precisione delle lavorazioni, capaci ancora oggi di stupire chi lo osserva da vicino.
L'ambiente ospita anche alcuni preziosi esempi di arte cinese, tra cui un raro oggetto in lacca nera decorato con madreperla, realizzato nel Settecento per il mercato inglese. Accanto si trovano un pannello giapponese dipinto e dorato e un pannello realizzato in legno Hua Li, chiamato in Europa "legno di ferro" per la sua straordinaria densità e resistenza.
I dettagli raccontano quanto i coniugi Laura fossero affascinati dall'arte orientale. Le decorazioni in giada e pietra di luna impreziosiscono alcuni pannelli: secondo la tradizione cinese, proprio la pietra di luna era considerata capace di stimolare l'immaginazione, perché ogni taglio rivelava forme e disegni sempre diversi.

Tra tutti gli ambienti della casa, la Sala del Biliardo è probabilmente quella che riesce a raccontare meglio la personalità dei coniugi Laura. È infatti una delle poche stanze realmente vissute dai proprietari, ancora oggi ricca di libri e oggetti che contribuiscono a conservarne l'atmosfera domestica.
Il nome deriva dal magnifico biliardo francese realizzato tra il 1795 e il 1797, ancora completo delle stecche e degli accessori originali. Più che un semplice elemento d'arredo, rappresenta una testimonianza della vita sociale delle dimore aristocratiche tra Settecento e Ottocento.
Accanto al biliardo si apre un vero viaggio nella storia antica. Qui è conservato un altare indiano dedicato al dio Vishnu, databile tra il 1000 e il 1200 d.C., insieme ai reperti archeologici più antichi dell'intera collezione. Tra questi spiccano due ciotole egizie in diorite, risalenti al 2400 a.C., realizzate in uno dei materiali più duri da lavorare e ancora oggi perfettamente conservate.
Il percorso prosegue con alcune preziose brocche della Magna Grecia, provenienti dalla Puglia e risalenti al IV secolo a.C., che testimoniano l'interesse dei coniugi Laura per le grandi civiltà del Mediterraneo.
Tra gli oggetti più curiosi si nota anche una social table inglese dei primi dell'Ottocento: un tavolo girevole utilizzato esclusivamente dagli uomini durante le serate conviviali, che permetteva di condividere bottiglie e liquori senza alzarsi dal proprio posto.
Sul camino si trovano infine i due oggetti più emozionanti dell'intera visita: i vasi canopi egizi del IX secolo a.C., originariamente destinati ai rituali funerari dell'Antico Egitto. Per volontà dei coniugi Laura, oggi custodiscono le loro ceneri, creando un legame simbolico tra la loro storia personale e una tradizione millenaria che rende questo ambiente ancora più suggestivo.

Tra gli ambienti più eleganti della casa c'è il Salotto Azzurro, così chiamato per la spettacolare carta da parati che ne riveste le pareti. Si tratta di pannelli dipinti a mano nella zona di Canton, in Cina, realizzati nel Settecento per il mercato inglese, quando l'arte orientale era particolarmente ricercata nelle dimore aristocratiche europee. I coniugi Laura li recuperarono da una residenza inglese e li adattarono con pazienza alle pareti della stanza, ricomponendoli come un grande puzzle.
L'arredamento riunisce alcuni tra i mobili europei più raffinati dell'intera collezione. Tra questi spicca una diplomatica doppia, una particolare scrivania a due postazioni che permetteva di lavorare uno di fronte all'altro, impreziosita da una raffinata laccatura nera cinese della metà del Settecento. Accanto si trova un elegante bureau cartonnier, un archivio portatile con piccoli cassetti etichettati in base ai documenti custoditi al loro interno. Osservandolo da vicino si possono ancora notare le iniziali dei primi proprietari, un dettaglio che aggiunge fascino e storia a questo mobile.
La sala ospita anche un delicato mobile bavarese bianco e oro e un importante mobile piemontese realizzato tra il 1780 e il 1790 nella bottega degli ebanisti Bolzanigo, gli stessi artigiani che lavoravano per Casa Savoia. Sono pezzi che raccontano il livello qualitativo raggiunto dall'ebanisteria europea tra Settecento e Ottocento.
Tra gli oggetti più curiosi si notano poi due angeli musicanti scolpiti in bassorilievo dall'artista fiorentino Agostino Di Duccio alla fine del Quattrocento, collocati su un tavolino da musico, e una coppia di eleganti scatole veneziane porta-parrucche del Settecento, decorate con la tecnica del découpage. Piccoli dettagli che raccontano il gusto e le abitudini della vita quotidiana nelle dimore aristocratiche dell'epoca.

L'atmosfera cambia completamente entrando nella Stanza delle Armi. Il soffitto, decorato con fasce colorate che richiamano le sale dei castelli europei, introduce un ambiente dal carattere decisamente diverso rispetto alle stanze visitate fino a questo momento.
Lungo le pareti è esposta una ricca raccolta di armi europee provenienti da dimore storiche e castelli, frutto di decenni di ricerca dei coniugi Laura. Dietro una cancellata si apre invece una collezione dedicata alle armi orientali e medio-orientali, dove si possono osservare alabarde giapponesi, sciabole, pugnali e scimitarre appartenenti a culture molto diverse tra loro.
Tra gli oggetti più insoliti spicca una spada-pistola, un raro esemplare che unisce in un unico oggetto un'arma da taglio e un'arma da fuoco. È una testimonianza dell'ingegno tecnico raggiunto in passato nella progettazione delle armi e rappresenta uno dei pezzi che incuriosiscono maggiormente i visitatori.
Nella stessa sala si trova anche un prezioso busto ligneo di un santo guerriero veneto, risalente alla fine del Quattrocento. La reliquia che ne permetteva l'identificazione è andata perduta nel corso dei secoli e ancora oggi gli studiosi stanno lavorando per ricostruirne l'identità, rendendo questo manufatto protagonista di una vera e propria ricerca storica ancora in corso.

Insieme alla Sala del Biliardo, la Camera degli Ospiti è uno dei pochi ambienti realmente vissuti dai coniugi Laura. Qui venivano accolti amici, parenti e collaboratori, motivo per cui la stanza conserva ancora oggi un'atmosfera autentica e familiare.
Il protagonista dell'ambiente è un elegante letto siciliano di fine Seicento in ferro battuto, completato da un prezioso baldacchino francese dei primi del Seicento ricamato a piccolo punto. Lo sguardo, però, viene subito attirato verso l'alto, dove il soffitto è interamente rivestito da tele dipinte provenienti da un palazzo nobiliare veneziano della fine del Seicento. I coniugi Laura non si limitarono a conservarle, ma le riutilizzarono anche come armadiature a muro, dimostrando come, nella loro idea di casa, arte e funzionalità potessero convivere perfettamente.
La stanza custodisce inoltre uno dei capolavori più importanti dell'intera dimora: un raffinato cabinet francese in ebano della metà del Seicento. Durante le visite viene normalmente aperto per mostrare la sorprendente prospettiva architettonica del suo interno, un dettaglio che lascia spesso i visitatori senza parole.
Accanto si trova infine un piccolo baule portatile lombardo della fine del Cinquecento, decorato con pietre dure, marmi policromi e colonnine in cristallo di rocca. Un oggetto pensato per accompagnare i viaggi dell'aristocrazia dell'epoca e che testimonia, ancora una volta, la straordinaria varietà della collezione custodita a Casa Laura.

La Sala da Pranzo rappresenta uno degli interventi più particolari realizzati dai coniugi Laura. A differenza degli altri ambienti, fu ricavata negli anni Novanta chiudendo una parte del giardino originario. Sebbene la struttura sia relativamente recente, tutto ciò che la circonda racconta una storia molto più antica.
Le pareti, le porte e le boiserie provengono infatti da un palazzo nobiliare napoletano della fine del Settecento. Smontate con cura, trasportate fino a Ospedaletti e adattate alle dimensioni della nuova sala, hanno dato vita a un ambiente che sembra esistere da sempre, perfettamente integrato con il resto della casa.
Sono però i piccoli vasetti cinesi bianchi e blu a catturare maggiormente l'attenzione dei visitatori. La loro storia attraversa tre secoli e mezzo: partirono da Canton alla fine del Seicento a bordo di un cargo olandese diretto in Europa, ma la nave affondò davanti alle coste del Vietnam e il carico rimase sul fondo del mare per oltre duecento anni. Solo nei primi anni Novanta il relitto venne recuperato da una società americana specializzata e il materiale fu battuto all'asta da Christie's ad Amsterdam. Fu proprio in quell'occasione che Luigi Laura acquistò gran parte dei vasetti oggi esposti nella sala.
Osservandoli da vicino si nota un dettaglio curioso: alcuni appaiono più opachi rispetto ad altri. È l'effetto della lunga permanenza sott'acqua, che ha attenuato la brillantezza originaria della porcellana senza comprometterne l'integrità.
Nello stesso ambiente trovano posto anche una rara coppia di vasi "lupini", appartenuti alla collezione di Augusto II di Sassonia, re di Polonia e grande estimatore delle porcellane orientali. Sono esemplari di notevole rarità, simili a quelli oggi conservati nei più importanti musei europei.
A completare la sala è un elegante lampadario irlandese del Settecento, che contribuisce a creare un'atmosfera raffinata e perfettamente coerente con il resto dell'ambiente.

Adiacente alla sala da pranzo si trova lo Studio del signor Laura, probabilmente il luogo che meglio racconta la personalità del collezionista. Qui trascorreva gran parte delle sue giornate studiando, catalogando e approfondendo la storia degli oggetti raccolti nel corso della vita.
L'ambiente è interamente rivestito da boiserie in legno recuperate da un palazzo della Valtellina, mentre librerie e mobili custodiscono una ricca raccolta di libri originali dell'Ottocento. Tra gli arredi spiccano alcuni tavolini a ribalta genovesi e un importante mobile a doppio corpo realizzato dagli ebanisti genovesi Numerosi, riconoscibile per i raffinati intarsi floreali e geometrici che caratterizzavano la produzione della bottega.
Sulla parete principale è esposta una tavola attribuita alla bottega di Gentile Bellini, raffigurante il primo Patriarca di Venezia, affiancata da due antiche maschere funerarie egizie che creano un suggestivo dialogo tra arte rinascimentale e civiltà del mondo antico.
Un'altra parte della sala è impreziosita da porte, pannelli e decorazioni lignee provenienti dal castello dei Duchi di Grosseto, una dimora inglese del Settecento da cui i coniugi Laura recuperarono numerosi elementi architettonici, successivamente integrati con grande equilibrio all'interno della casa.
Tra i pezzi più sorprendenti spicca infine un raro mobile siciliano della fine del Settecento, completamente rivestito da sottili lastre di onice. La superficie della pietra riflette la luce creando sfumature sempre diverse e rende questo arredo uno dei più preziosi dell'intera collezione.

Salendo al piano superiore si raggiunge la zona notte della casa. Il primo ambiente è dominato da un baldacchino di epoca napoleonica, nato come baldacchino da campo e progettato per accompagnare Napoleone e i suoi generali durante le campagne militari. Nella stessa stanza si trovano alcune sedie francesi di fine Settecento e un prezioso tavolino realizzato nel 1830 dall'ebanista genovese Gaetano Descalzi, detto il Campanino, originariamente destinato al Palazzo Reale di Torino.
L'ambiente più ricco del piano è però la Camera della Signora, dove il gusto europeo incontra quello orientale. Tra mobili veneziani in arte povera, armadi impiallacciati in palissandro del Brasile e un elegante letto alla turca del 1760, il pezzo che cattura subito lo sguardo è uno straordinario tappeto in seta e filo d'argento proveniente dalla Città Proibita di Pechino. Sul bordo è ancora visibile il numero della stanza alla quale era destinato, un dettaglio che ne testimonia l'autenticità e la provenienza imperiale.
Completano la camera un raffinato lampadario della Manifattura Reale di Berlino, tessuti di Bruxelles e un prezioso lampadario genovese in cristallo di rocca della fine del Seicento, testimonianza del gusto internazionale che caratterizza l'intera collezione.

L'ultima sala del percorso è dedicata ai mobili genovesi di fine Settecento, caratterizzati da colori chiari, linee eleganti e arredi pensati per le cosiddette ville fuori porta, le residenze di villeggiatura dell'aristocrazia genovese.
Qui si trovano comodini, sedie, chaise longue e un grande camino rivestito in maiolica, successivamente rinnovato con manifatture provenienti dall'Alta Savoia, a testimonianza di come anche gli elementi più antichi abbiano continuato a evolversi nel tempo.
Quando il tempo lo permette, la visita si conclude all'esterno, su un piacevole terrazzo che offre una prospettiva diversa sulla dimora e sul paesaggio circostante. A chiudere il percorso è una lunetta decorativa con una grottesca romana recentemente restaurata dal FAI, un ultimo dettaglio che riassume perfettamente la filosofia della casa: conservare, valorizzare e tramandare opere d'arte senza separarle dal luogo per cui erano state pensate.

La particolarità di Casa Laura non risiede soltanto nella ricchezza delle opere esposte, ma soprattutto nell'atmosfera che si respira durante la visita. Per volontà dei coniugi Laura, la casa è rimasta fedele al suo aspetto originario e continua a trasmettere la sensazione di essere una dimora vissuta, più che uno spazio espositivo.
Gli oggetti non sono semplicemente esposti in una vetrina, ma fanno ancora parte degli ambienti per cui erano stati scelti. Camminando tra le sale si ha l'impressione di entrare nella casa di due appassionati collezionisti, dove ogni mobile, dipinto o reperto racconta una storia e contribuisce a ricreare l'atmosfera che Luigi e Renata Laura avevano immaginato. È proprio questo equilibrio tra arte, storia e vita quotidiana a rendere Casa e Collezione Laura una visita diversa da qualsiasi altro museo.
Casa e Collezione Laura si trova in Via Camillo Benso Conte di Cavour 40, a Ospedaletti (IM). La visita è possibile esclusivamente con guida, già inclusa nel costo del biglietto, e permette di scoprire la storia della dimora e delle sue collezioni attraverso il racconto degli accompagnatori del FAI.
Per partecipare è consigliata la prenotazione online, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza, poiché ogni turno prevede un numero limitato di partecipanti. È possibile prenotare la visita e consultare eventuali aggiornamenti direttamente sul sito ufficiale del FAI.
Casa e Collezione Laura è aperta al pubblico con visite guidate nei seguenti giorni:
Per aperture straordinarie o variazioni degli orari è sempre consigliabile verificare le informazioni aggiornate sul sito del FAI prima della visita.
Le visite guidate sono comprese nel costo del biglietto. Al momento della pubblicazione dell'articolo le tariffe sono:
Sono previste inoltre tariffe agevolate o l'ingresso gratuito per alcune categorie, tra cui persone con disabilità e accompagnatore, guide turistiche abilitate, giornalisti accreditati e altri aventi diritto.
Per acquistare i biglietti, prenotare la visita o consultare eventuali aggiornamenti su orari, aperture straordinarie e modalità di accesso, è possibile fare riferimento alla pagina ufficiale del FAI dedicata a Casa e Collezione Laura.
Ascolta tutti i podcast pubblicati sui nostri canali ufficiali:
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