Le Fave dell’Agriturismo Le Girandole a Diano Marina




Immagine delle nostre fave

Produzione agricola

Le Fave dell’Agriturismo Le Girandole a Diano Marina




Gennaio 07, 2026

Tra i filari che circondano la nostra azienda agricola a Diano Marina, la primavera porta con sé uno dei momenti più attesi dell’anno: la raccolta delle fave. È una tradizione che si rinnova ogni stagione, quando il terreno restituisce il frutto di mesi di cura, semina e attesa.

La coltivazione delle fave in campo aperto è una pratica antica che ancora oggi conserva tutto il suo fascino. In Liguria, queste piante trovano un habitat ideale: clima mite, terreni ben drenati e il giusto equilibrio tra sole e umidità. Da generazioni le fave accompagnano la vita contadina, diventando protagoniste di orti, terrazze e tavole primaverili.

Oggi ti raccontiamo come coltiviamo le fave nei nostri campi a Diano Marina, dalle prime semine autunnali fino alla raccolta. Un piccolo viaggio nel cuore della nostra produzione agricola, dove tradizione e sostenibilità continuano a crescere fianco a fianco.

Immagine del dettaglio di una pianta di fave

La pianta delle fave e le sue importanti proprietà nutritive

Appartenente alla famiglia delle fabaceae, o leguminose, le fave sono coltivate in tutto il bacino del Mediterraneo sin da tempi remoti. Il loro potere saziante e la grande quantità di proteine ne fanno un piatto nutriente e completo, soprattutto se accompagnato da una buona porzione di cereali. Le controindicazioni sono rivolte solamente a chi è affetto da favismo, una grave forma di anemia legata in parte all'assenza congenita di un enzima.

Nel Golfo Dianese le fave sono presenti sia negli orti privati che nelle serre, grazie al clima mite e alla loro resa.

Quando si coltivano le fave

Piantiamo le nostre fave in campo aperto a settembre, in uno spazio di circa 800 metri quadri. Nello stesso periodo coltiviamo anche i carciofi, perché entrambe le piante patiscono le alte temperature e sopportano invece quelle basse. Pensate che le fave possono resistere fino a 3-5 gradi sotto zero, e questo rappresenta sicuramente un vantaggio per la nostra Azienda Agricola a Diano Marina, dal punto di vista della produzione.

A inizio gennaio iniziamo a osservare che il baccello è arrivato a maturazione ma la raccolta deve ancora attendere. Il ciclo vegetativo è infatti di 26 settimane: solo a metà marzo potremo procedere. A questo punto noteremo che la pianta ha raggiunto fino a un metro e mezzo di altezza, mentre ci aspetteremo di trovare i baccelli lunghi anche 30 centimetri. Ognuno di questi conterrà dai 3 ai 10 semi appiattiti, di colore verde o bruno. Possiamo già assaporarli freschi, o lasciarli invece seccare per arricchire la nostra scorta di legumi.

Immagine di una pianta di fave

Qual è il tipo di terreno più adatto alla coltivazione delle fave

 La coltivazione delle fave è forse una delle più semplici perché non richiede particolari accortezze, e può essere fatta in molti tipi di terreno. Abbiamo notato però che i più adatti sono quelli argillosi, grazie alla loro capacità di trattenere molta acqua. Questo aspetto è davvero importante per lo sviluppo ottimale della pianta. Nel caso in cui il terreno destinato alla coltivazione delle fave fosse troppo secco, invece, si dovrebbe far ricorso a un impianto di irrigazione adeguato.

Come si nutre il terreno

Anche il terreno non ha bisogno di trattamenti particolari, né di essere nutrito con stallatici o terricci professionali. Le radici fittonanti della fava (composte da assi principali spesse e più sviluppate) hanno infatti delle ramificazioni laterali in cui si trovano dei batteri capaci di fissare l'azoto nel terreno. Questo significa che la pianta delle fave è responsabile della fertilità della terra in cui si trova. Inoltre, grazie al suo ampio sviluppo vegetativo, riesce a soffocare le erbe infestanti e questo rende superfluo intervenire con lavori di diserbo.

Il ruolo delle fave nell’arricchimento naturale del terreno

Coltivare fave non significa soltanto portare a maturazione un prodotto tipico della tradizione ligure, ma anche prendersi cura della terra. Questa pianta, infatti, ha una funzione preziosa per la fertilità dei campi: durante il suo ciclo vegetativo, le radici delle fave rilasciano nel terreno sostanze nutritive e contribuiscono ad aumentare la presenza di azoto naturale.

Si tratta di un processo che avviene in modo spontaneo e sostenibile, senza bisogno di interventi chimici. Per questo motivo, la coltivazione delle fave rappresenta una pratica importante all’interno del lavoro agricolo quotidiano del nostro agriturismo: aiuta il terreno a rigenerarsi, mantenendolo vivo e produttivo anche per le stagioni successive.

Un esempio concreto di come la tradizione contadina sappia ancora oggi dialogare con la natura, valorizzando la terra di Diano Marina con metodi semplici e rispettosi dell’ambiente.

Le nostre fave raccolte

La raccolta

La raccolta delle fave è manuale e, come abbiamo detto, avviene in primavera, tra marzo e aprile. La loro selezione riguarda innanzitutto la misura: prima raccogliamo le piante più grandi, mentre lasciamo crescere ancora un po' quelle più piccole. Per tagliarle in maniera corretta e non rischiare di rovinarle, teniamo bene il gambo e lo stacchiamo con delicatezza. Questo momento non è da sottovalutare, perché se non procediamo con cura la pianta potrebbe spaccarsi.

Una volta scelti i baccelli migliori, li disponiamo all'interno di cassette, che bagniamo la sera con dell'acqua e lasciamo fuori all'aperto. Questo passaggio consente alle fave di mantenersi fresche più a lungo.

Immagine di un ramo di fave spezzato

La vendita

Da sempre garantiamo la vendita diretta delle nostre fave. La produzione non è sufficiente a soddisfare i grossi mercati, per cui i nostri clienti sono soprattutto i consumatori del territorio.

Sono tantissimi invece i modi in cui potete consumare le fave: appena colte, crude col sale, cotte in minestre e insalate. Ma le ricette dei nostri nonni contadini sono quelle che suggeriamo sempre col sorriso. Mettete insieme ad esempio le fave col salame, e un buon bicchiere di vino rosso. Non sentite già il profumo di casa?

Fave fresche

Dalla raccolta alla tavola: come conservare e usare le fave fresche

La raccolta delle fave è uno dei momenti più gratificanti del lavoro nei campi. Dopo mesi di cura e attesa, i baccelli raggiungono la giusta maturazione e possono essere raccolti a mano, uno a uno, direttamente dalle piante. È così che facciamo anche qui, nei terreni dell’Agriturismo Le Girandole, seguendo il ritmo naturale della stagione e rispettando i tempi della terra.

Le fave fresche vanno consumate preferibilmente entro pochi giorni dalla raccolta, quando sono ancora tenere e dolci. Per conservarle al meglio si possono riporre in frigorifero, all’interno di un sacchetto di carta o di un contenitore traspirante, evitando l’umidità eccessiva. In alternativa, si possono sgusciare e congelare, per gustarle anche nei mesi successivi senza perdere il loro sapore.

In Liguria, le fave appena colte sono protagoniste di una delle tradizioni più semplici e amate: fave e formaggio, un abbinamento che segna l’arrivo della primavera e racconta il legame autentico tra la terra e la tavola.

Un gesto quotidiano, ma anche un simbolo della nostra filosofia agricola: coltivare e condividere, nel rispetto della natura e dei sapori genuini di Diano Marina.

Immagine di alcune cassette di fave

Coltivazione delle fave e sostenibilità agricola

La coltivazione delle fave rappresenta da sempre un esempio concreto di agricoltura sostenibile, capace di unire produttività e rispetto per l’ambiente. Questa pianta, infatti, richiede poche risorse e contribuisce naturalmente al benessere del terreno, migliorandone la struttura e favorendo la biodiversità.

Nei campi della nostra azienda agricola, la coltivazione delle fave segue lo stesso principio che guida tutte le nostre produzioni: lavorare in armonia con la natura, riducendo al minimo gli interventi artificiali e lasciando che sia il ritmo delle stagioni a dettare i tempi.

Le fave, grazie alla loro capacità di fissare l’azoto nel terreno, aiutano a rigenerare la fertilità del suolo e a mantenere un equilibrio naturale tra le colture. È un piccolo ma significativo contributo a un modello di agricoltura che guarda al futuro, senza dimenticare le tradizioni che da sempre caratterizzano la nostra terra di Diano Marina.

Una scelta che rispecchia il valore più autentico del nostro lavoro: coltivare con rispetto, custodendo ogni giorno la ricchezza e la vitalità del paesaggio ligure.

 

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